Più di 40.000 persone a Pesaro SCANDALOSA CENSURA DA PARTE DEI MEDIA

Più di 40.000 persone a Pesaro per la “Liberta di scelta vaccinale”

in pochissimi ne parlano, com’è possibile? Facciamoci delle domande!

http://www.giornalettismo.com/archives/2622200/free-vax-pesaro-media

 

Di seguito l’articolo de “La Repubblica di Bologna” – 10 luglio 2017

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/07/09/news/a_pesaro_il_raduno_degli_antivax-170402442/?refresh_ce

A Pesaro il raduno dei Freevax

Sabato scorso la manifestazione dei comitati contro le vaccinazioni obbligatorie ha raccolto migliaia di persone. “Siamo in 40mila”, dicono gli organizzatori

Migliaia di persone in maglietta arancione, arrivate da tutta Italia, hanno preso parte sabato 8 luglio a Pesaro, al Parco Miralfiore, alla manifestazione Freevax, ossia “liberi di decidere se far vaccinare o meno i propri figli”. Contestano, al grido di “libertà, libertà”, il decreto del ministro della Salute Lorenzin sull’obbligo di vaccinare i bambini prima di iscriverli a scuola, una misura ora in discussione al Senato.
Sul palco anche Povia, che ha cantato “Quando i bambini fanno oh”, rivisitando il testo per l’occasione.  L’evento, organizzato dal Comitato Salute e Diritti di Pesaro, Colors Radio, Il Sentiero di Nicola, Auret, Comilva, Corvelva, Rav Hpv, Vaccinare Informati, Condav, ha visto gli interventi di alcuni genitori che sostengono di aver visto i propri figli “ammalarsi per colpa dei vaccini”.
“Secondo la questura c’erano 40 mila persone ma è molto probabile che tale numero sia molto maggiore”, dicono gli organizzatori. “Sono 800 mila i bambini che non sono vaccinati – spiega Giancarlo Curatolo -. Se solo si considerano genitori e parenti strettissimi è facile raggiungere numeri da 5 milioni di persone ed oltre che desiderano avere chiarezza su questo tema e, in quanto genitori responsabili, poter partecipare alle decisioni importanti della vita dei nostri figli e non subire passivamente una imposizione che con il tono col quale viene proposta crea immediato scetticismo.  Procedere, come fa il Governo,  con una imposizione di un numero alto di vaccinazioni,  farlo con un decreto legge pur non essendo in presenza di alcuna emergenza sanitaria sul tema,  minacciare le famiglie di non assicurare il diritto allo studio e simili, è incostituzionale”.

E’ annunciata anche “una catena umana” a Roma la prossima settimana, contro il decreto del ministro Lorenzin

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APPELLO ALLA RAGIONE – Pr. Luc Montagnier Pr Henri Joyeux

11 vaccini: Appello urgente al personale e ai professionisti della sanità.
 

Cari colleghi, consorelle e confratelli,

 

La nuova legge, un errore grave di sanità pubblica.

La nuova legge che impone 11 vaccinazioni ai bambini è un grave errore della sanità

pubblica. Ne è stata data ampia notizia da parte della stampa.

Noi, professionisti della sanità, medici prescrittori e/o vaccinatori siamo impegnati dalla legge in un percorso che potrebbe rivoltarsi contro alcuni dei nostri stessi pazienti, contro la nostra professione e contro noi stessi.

Ora capirete perché.

Questo appello sottolinea elementi importanti in proposito. Leggetelo attentamente, prima di accettarlo e firmarlo.

Noi non siamo contro i vaccini: noi ci opponiamo alle vaccinazioni sistematiche e troppo numerose prima dell’età di 2 anni.

Queste pratiche espongono i piccoli a complicazioni, perché il loro sistema immunitario non è pronto a ricevere tali aggressioni antigeniche.

 

Così abbiamo ragione di temere:

– Morti improvvise in culla, anche se sono rare;

– Malattie autoimmuni croniche gravi e handicappanti negli anni seguenti, specialmente date della presenza di quantità eccessive di adiuvanti alluminici nella composizione della maggior parte dei vaccini;

– Rischi di cancri particolari, delle ossa, dei muscoli, delle cartilagini… che sono i sarcomi, estremamente gravi negli adolescenti e nei giovani adulti, rilevati già negli animali che hanno ricevuto vaccini contenenti l’adiuvante alluminio.

 

Siete particolarmente interessati se siete:

– Medici e chirurghi generici o specializzati,

– Internisti di ospedali qualunque siano le vostre specialità,

– Studenti in medicina, farmacia, kinesiterapia,

– Farmacisti di laboratorio o dell’industria,

– Ostetriche, infermiere- infermieri e altro personale di sanità; diplomato o in corso di formazione.

Se appartenete al grande pubblico, al di fuori delle professioni sanitarie, non esitate a proporre questo testo a coloro che vi curano. Essi sono più che mai coinvolti e responsabili.

 

Questo appella è stato lanciato da due professori in medicina:

Il Prof. Luc Montagnier – premio Noble in Medicina per la scoperta del virus dell’immunodeficienza umana – ed il Prof. Henry Joyeux – premio internazionale di cancerologia per i suoi lavori in Nutrizione.

 

Ecco 3 decisioni di estrema gravità.

– Ogni bambino nato in Francia a partire dal ! gennaio 2018 dovrà obbligatoriamente ricevere prima dei 2 anni undici vaccini, contro i tre di prima.

– i bambini non vaccinati non avranno più accesso agli istituti di accoglienza collettiva a far data dal 1° giugno 2018.

– I genitori refrattari non ricadono più sotto il Codice di sanità pubblica, ma sotto il Codice penale relativo alla salute del bambino, che prevede una pena molto più pesante: due anni di reclusione e €30.000 di ammenda.

 

Nessuna istruzione specifica viene data in merito alla condizione immunitaria dei bambini. Non viene detto niente per promuovere l’allattamento al seno – rispettando la volontà della madre – tuttavia raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che porta la migliore protezione naturale (1). L’allattamento permette di posticipare le vaccinazioni oltre i due anni, se i genitori sono in buona salute.

Questo aumento brutale del numero di vaccini obbligatori, e delle sanzioni, è presentato dal Ministro delle Solidarietà e della Sanità, Agnès Buzyn, come il mezzo per “ripristinare la fiducia dei Francesi” nella vaccinazione.

Si tratta di un CONTROSENSO di sanità pubblica, di cui il Ministro – sostenuta di fatto dai fabbricanti di vaccini – vuole rendere responsabili le famiglie. Tuttavia: Il procedimento è scientifico? E’ giustificato da un punto di vista medico? infine, è davvero democratico?

E’ rispettoso del principio di precauzione e del diritto dei francesi e dei trattati internazionali

sottoscritti dalla Francia? Porta beneficio alla salute dei bambini interessati e del pubblico in generale?

Il dispositivo messo in atto da questa legge, sfortunatamente è più che dubbioso, viziato di confusione, leggasi: mancanza di trasparenza.

Le famiglie dovranno richiederci, prima di ogni vaccinazione, un certificato di responsabilità in caso di complicazioni?

Per le 11 malattie, il neonato dovrà ricevere prima del compimento dei 2 anni almeno quattro iniezioni intramuscolari, senza contare i richiami:

– 1 iniezione esavalente contro Difterite-Tetano-Polio-Pertosse-HaemophilusB ed EpatiteB;

– 1 iniezione contro Morbillo-Orecchioni-Rosolia (3virus attenuati);

– 1 iniezione contro il Meningococco C;

– da 1 a 2 iniezioni contro lo Pneumococco: un vaccino contro 13 tipi di pneumococchi (vaccino chiamato 13-valente) e un vaccino contro 23 tipi di pneumococchi (vaccino chiamato 23-valente).

 

Perché è importante la vostra attenzione oggi.

 

Noi, prof. Luc Montagnier e prof. Henri Joyeux, lanciamo oggi questo Appello ai nostri confratelli e a tutto il personale della sanità Francese, a causa di un pericolo che vi riguarda personalmente in qualità di professionisti della salute.

In quanto professionisti della salute, voi siete le sole persona che alla fine sono responsabili di tutti gli atti che praticate sui vostri pazienti.

Oggi il Ministro della Sanità lascia intendere che lo Stato francese “coprirà” tutti i casi di incidenti o di effetti collaterali legati ai vaccini. Tuttavia, domani, le nuove leggi sui “ricorsi collettivi” (class actions) intrapresi da associazioni di pazienti, potrebbero esporvi a titolo personale ad azioni giudiziarie, con conseguenze potenzialmente drammatiche sia per la vostra vita professionale che privata. Ciò è ancor più vero in quanto i laboratori produttori si sono sottratti alle loro responsabilità, visto che i loro vaccini non sono stati sottoposti a tutti i test che sono richiesti ai medicinali che devono ottenere una AMM (Autorizzazione all’Immissione in Commercio, AIC – ndt).

Gli effetti di undici vaccini sul sistema immunitario immaturo dei bambini di meno di due anni e dalla 6^ settimana di vita portano in sé numerose domande alla quali la Scienza a tutt’oggi non ha dato risposta, in particolare nell’apparizione delle malattie infiammatorie croniche o auto-immuni.

Sarà molto difficile sostenere il contrario davanti alla Giustizia: molte sentenze anche a livello europeo hanno già condannato dei laboratori in seguito a malattie causate dall’alluminio come la miofascite a macrofagi e altre malattie come la sclerosi a placche (vaccino epatiteB).

E’ attualmente in corso un processo innanzi al Consiglio di Stato, su richiesta di 3055 persone per far ritirare l’adiuvante alluminico presente nei vaccini obbligatori e rimpiazzarlo col fosfato di calcio. Il Ministro della Sanità deve rispondere al più tardi il 15 gennaio 2018 al Consiglio di Stato.

Le possibili conseguenze negative dell’obbligo vaccinale generalizzato potrebbero esporre i professionisti della salute ad azioni giudiziarie al fine di ottenere risarcimenti e interessi in caso di incidente. Queste potrebbero essere esaminate un domani dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo.

Questa è la ragione per la quale vi invitiamo a prendere ufficialmente posizione al nostro fianco per chiedere al Governo elementi scientifici supplementari che giustifichino la sua decisione.

Non si tratta in alcun caso di opporci alla politica vaccinale, o di incoraggiare un qualunque movimento di “resistenza ai vaccini”, né tanto meno di contestare l’efficacia dei vaccini per contenere le malattie infettive. Nessun terapeuta serio può contestare l’efficacia delle vaccinazioni in numerosi casi.

Per contro si tratta di coinvolgere le autorità con i nostri interrogativi e le nostre serie riserve, poiché la nostra prima preoccupazione è il benessere e la salute dei bambini.

Imporre le undici vaccinazioni non corrisponde, in origine, ad alcuna necessità di salute pubblica. Contrariamente a quanto affermato dalle autorità, non vi è calo nella “copertura

vaccinale”.

Per giustificare la sua decisione, il Ministro della Sanità ha, infatti, evocato a più riprese “una copertura vaccinale che on arresta il suo calo”. E’ inesatto. I dati ufficiali di Santé publique France indicano il contrario: nel 2015 la copertura dei bambini di 2 anni contro difterite, tetano, poliomielite, pertosse e haemophilus b, superava il 95%, quando tra il 2000 e il 2013 oscillava tra l’87 e il 91%.

Il tasso di copertura per gli altri vaccini era in uguale progressione. La vaccinazione di base del bambino (3 dosi) raggiungeva il 98% o più per il DTP che è “molto elevato e conforme agli obiettivi di salute pubblica” secondo il citato ufficio.

Se oggi il Governo rende obbligatori undici vaccini anziché tre, è per una ragione perfettamente nota, che ha intenti ben diversi da quelli della medicina pura. Si tratta di eludere una DECISIONE del Consiglio di Stato, una Organo giurisdizionale amministrativo e non medico, che riguardava il vecchio ministro della Sanità.

Infatti, l’8 febbraio 2017, il Consiglio di Stato, Organo giurisdizionale amministrativo supremo, ha richiesto al ministero della Sanità “entro un termine di sei mesi, e salvo che la legge non evolva ampliando il campo delle vaccinazioni obbligatorie, di adottare misure o di coinvolgere le autorità competenti per permettere di rendere disponibili vaccini corrispondenti solo a quelli obbligatori”.

Questi vaccini “corrispondenti solo a quelli obbligatori” erano DT-Polio, che si è dimostrato valido e che le famiglie richiedevano. La petizione che uno di noi ha lanciato su questo argomento è stata sottoscritta da 1.138.888 persone senza la benché minima pubblicità da parte dei media, anzi al contrario.

Ma la sola DT-Polio non era più disponibile nel 2008, per un calcolo e intesa tra i produttori, e nel silenzio assordante delle autorità, che hanno lasciato esaurire le riserve nelle farmacie nel corso di 7 anni. Il DTP non esisteva più, se non abbinato ad altri vaccini cosiddetti “multivalenti”.

 

Perché la scelta di questa strada quando la legge allora in vigore, che poggiava su basi scientifiche non controverse, prevedeva solo il DTP?

 

Nel complesso, l’obbligo di undici vaccini permette di allineare la legislazione sui vaccini con lo stato di fatto imposto dai produttori, che hanno reso introvabile il DTP in farmacia, senza tener conto delle esigenze delle famiglie.

Sottoscrivete questo APPELLO ALLA RAGIONE per difendere l’interesse dei vostri pazienti e per esigere dalle autorità un dibattito su basi serie esclusivamente mediche e scientifiche, escludendo i produttori e i loro affiliati.

 

 

IO FIRMO L’APPELLO ALLA RAGIONE

 

Senza una giustificazione scientifica né medica seria per la scelta di undici vaccini

Gli undici vaccini ormai obbligatori erano finora raccomandati nel calendario vaccinale, dalle Autorità, sulla base di dati scientifici che non sono stati messi in discussione.

 

Tuttavia, non corrispondono a le malattie che rappresentano un rischio significativo per TUTTI i bambini.

 

Il Primo Ministro Edouard Philippe ha invocato, nel suo discorso di politica generale di luglio 2017, le dieci morti a causa del morbillo tra 2008 e 2016 per giustificare l’obbligo della vaccinazione contro il morbillo.

 

Ciononostante, come lui stesso ha risposto al Collegio Nazionale d’Insegnanti (CNGE), la maggior parte delle persone decedute soffrivano di un deficit immunitario per cui erano controindicati questi vaccini. Bisogna credere che il Primo Ministro non era stato informato di questo dai suoi consiglieri?

 

Dov’è la logica? Noi medici, come possiamo ancora giustificarci, restare credibili davanti ai nostri pazienti che ci chiedono delle spiegazioni?

 

E questo non è tutto. Perché rendere obbligatorio il vaccino dell’epatite B ed il meningococco C?

 

L’epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue e i rapporti sessuali. Il vaccino è quindi utile nei bambini cui genitore è portatore del virus. Ebbene, c’è un test obbligatorio per la madre alla fine del 2do trimestre di gravidanza.

 

Questo vaccino è inutile in almeno il 95% dei neonati. Perché fargli correre il rischio, anche se molto basso, di effetti indesiderati, senza alcun beneficio?

 

Secondo gli esperti, la durata di protezione contro il VHB resta incerta, sarebbe lunga (> 15 anni): attualmente, nessun richiamo sembra necessario.

Dovrebbe essere quindi attorno ai 15 anni che si dovrebbe vaccinare e soltanto a coloro che corrono il rischio per i loro comportamenti o per la loro professione.

 

Infine, affermare che con il vaccino contro l’epatite B non c’è nessun disturbo associato al sistema neurologico entro 2 anni, né danni più tardivi, quando si sa che ci sono 25 casi di sclerosi multipla (SEP) in più ogni anno (700 bambini in totale in Francia), cominciando verso i 6 anni e in un’età media tra gli 11 e 12 anni.

 

È necessario uno studio epidemiologico rigoroso per comparare i casi di SEP quando c’era il solo vaccino DTP contro la posteriore diffusione dell’esavalente raccomandata. Lo stiamo aspettando.

-Le infezioni di meningococco C sono a rischio infinitesimale in tempi normali. La vaccinazione dovrebbe essere prevista solo in casi di rischio di epidemia dimostrata. Al di là di questo caso, in una lettera aperta ai deputati, i colleghi medici generali estimano che: “la vaccinazione di massa contro il meningococco C rischia di provocare più effetti indesiderati gravi tra i lattanti che benefici nella popolazione generale. [5]”. Noi condividiamo la loro posizione.

 

Attualmente si conoscono 27 malattie batteriche, 27 malattie virali, 10 malattie parassitarie, 2 malattie micobatteriche. La decisione di vaccinare contro certe, e non altre, necessita di un dibattito scientifico che non ha avuto luogo.

 

C’è tuttavia una logica, ma questa non è di carattere medico né scientifico.

 

È una “logica” amministrativa che conviene alle Autorità, senza parlare dei laboratori farmaceutici.

 

Ma questa “logica” comporta a noi, professionali della salute, un’insicurezza giuridica importante. Ci mettiamo in opposizione alla legge francese ed ai diritti internazionali come potrete constatare!

 

Non conformità del obbligo vaccinale della legge francese con i diritti internazionali

Nel 2005, l’UNESCO ha adottato la Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti dell’uomo con un consenso di 193 paesi compresa la Francia. Essa stipula che tutti gli interventi medici preventivi devono essere effettuati solo con un previo consenso, libero ed informato, della persona e fondato su sufficienti informazioni.

 

Questo non è evidentemente il caso della vaccinazione obbligatoria che viene imposta ai genitori sotto minaccia di sanzioni penali e di esclusione discriminatoria dalle collettività (esclusione dalle scuole e asili nido a partire dal 1 giugno 2018). Cosi i bambini fragili dopo sedute di chemioterapia, o i poli-allergici, che non possono, non devono essere vaccinati, saranno anche loro esclusi dalle collettività? Non c’è niente che lo indichi.

 

Dall’altra parte, la Dichiarazione Universale della Bioetica ed i Diritti dell’Uomo prevedono nel loro articolo 2 che il “solo interesse della Scienza o della Comunità non deve prevalere”. Ebbene, il principale argomento formulato a sostegno dell’obbligo vaccinale è l’interesse della comunità, in nome della protezione delle persone che non possono essere vaccinate per ragioni mediche.

 

Siamo allora, anche là, in contradizione.

 

In più, il nuovo obbligo vaccinale contradice la legge del 4 marzo 2002 relativa al diritto dei malati, che precisa che “nessun atto medico né nessun trattamento può essere praticato senza il consenso libero ed informato della persona”.

 

Infine, il “Principio di Precauzione”, presente nella Costituzione Francese, si oppone evidentemente alla sperimentazione di massa, su tutta la popolazione dei neonati.

 

La decisione di vaccinare deve restare responsabilità di ogni medico e di ogni famiglia, senza imposizioni e, tenendo in conto i fattori ereditari, le predisposizioni del neonato, la qualità di vita ed il rischio reale d’infezione di ogni malattia.

 

Ci sono delle informazioni che i medici devono avere e non è concepibile che questo non accada: non si vaccina alla cieca.

 

Nei paesi europei dove la vaccinazione non è obbligatoria non si riscontrano più casi di bambini infetti che in Francia.

 

No sarebbe più opportuno che il governo ragionasse in termini di raccomandazioni e non nella modalità di obbligo-sanzione? I medici ed i loro pazienti non sono stupidi. Ed è ben saputo che la responsabilizzazione dà migliori risultati che la colpevolizzazione.

Crede veramente il ministro della salute che restaurerà la fiducia nella vaccinazione lasciando nelle spalle dei genitori e dei professionali della sanità cosi tante inquietudini?

 

Nessun consenso medico né cittadino sulle undici vaccinazioni obbligatorie

Una consultazione ai cittadini ha avuto luogo ma, al contrario di quello che dicono le autorità e la maggior parte dei media, questa consultazione non si è pronunciata a favore dell’obbligo vaccinale.

 

Le Monde Diplomatique di gennaio 2018 ricorda che il presidente della consultazione ai cittadini riguardo i vaccini, il nostro collega Alain Fischer, “non aveva menzionato nella sua dichiarazione pubblica d’interessi l’aver ricevuto nel 2013 un premio Sanofi-Institute Pasteur di 100.000€. Inoltre, le conclusioni da lui presentate non hanno rispecchiato i punti fondamentali della consulta.”

 

I Professori Olivier Saint-Lary e Vincent Renard, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente del Collegio Nazionale di Insegnanti (CNGE) gli hanno ricordato con forza nel Quotidien du Médecin del 27 novembre 2017 (p.15) sotto il titolo: “Obbligo vaccinale: il bilancio beneficio/rischio sembra non favorevole.”:

“una consultazione cittadina ha avuto luogo, nessuno dei gruppi consultati (utenti e professionali) si è pronunciato a favore di quest’obbligo. La conclusione è stata proposta svincolandosi dalle raccomandazioni di entrambi i gruppi.”

 

Siamo davanti ad un processo di annullamento della democrazia. Questo elemento potrebbe tornare contro la decisione del ministero della sanità.

 

Il comitato di orientamento della consulta cittadina sulla vaccinazione è stata inoltre denunciata come “un vera e propria operazione di propaganda (…) svolto per incitare i Francesi a vaccinarsi” dal ex-segretario generale della Conferenza Nazionale della Salute Thomas Dietrich [6], che ha denunciato la mancanza di trasparenza sulle questioni di sanità.

 

Secondo l’Associazione per un’informazione Indipendente Formindep, questa consultazione costituisce “un totale fallimento” e riflette “un quadro allarmante della nostra democrazia sanitaria”.

 

 

La questione degli adiuvanti, in particolare l’alluminio nei vaccini, non è ancora risolto

Gli antigeni presenti nei vaccini sono associati a degli ADIUVANTI che non sono esenti di rischi [7] destinati a stimolare in un modo non specifico il sistema immunitario, ancora in sviluppo, del neonato.

 

Il più utilizzato in Francia è l’idrossido d’alluminio

 

Quando il ministro Agnès Buzyn tranquilliza le famiglie affermando che questo adiuvante è utilizzato e ben tollerato da 90 ani, non tiene in conto della quantità iniettata né degli effetti secondari come l’aumento di reazioni allergiche. Questi effetti indesiderati erano finora poco documentati e la loro capacità di avvelenare era minore perché precedentemente si apportava meno alluminio. Senza contare che la pratica recente dell’iniezione intra-muscolare del vaccino lo rende più nocivo.

 

Inoltre i grandi cambiamenti del medio ambiente (polluzione chimica dei nostri alimenti con erbicidi, i perturbatori endocrini e, può essere anche la polluzione elettromagnetica) potrebbero rendere fragile la risposta immunitaria ai vaccini favorendo la penetrazione dell’alluminio nel cervello dei neonati.

 

Quando la ministra cerca sui grandi media di allarmare le famiglie, si inorgoglisce della decisione presa, denigra chi – senza essere contrari ai vaccini -, è per una somministrazione dei vaccini adattato all’età del neonato, sotto responsabilità del medico, questo lo fa non adottando un’attitudine responsabile.

 

Non bisogna perciò ignorare che l’alluminio è stato:

 

ritirato dai vaccini per animali a seguito dell’apparizione di sarcomi (cancri molto gravi) in particolare nei gatti, nelle zone vaccinali, e anche nel sistema osseo, i cartilagini, i muscoli.

 

Uno studio italiano sui “fibrosarcomi dei cani sul luogo d’iniezione dei vaccini. Comparazione con quella dei gatti”, è molto chiara, in particolare nella introduzione: “depositi di alluminio sono stati rilevati in otto fibrosarcomi canini sul sito della presunta iniezione cosi come in 11 fibrosarcomi post-vaccinali felini per il metodo acido aurintricarboxylic. [8]”

 

Chiediamo che ricerche di questo tipo siano effettuate tempestivamente sui giovani colpiti da sarcomi, qualunque sia la localizzazione di tale sarcoma.

 

L’alluminio è stato ritirato dai prodotti cosmetici a seguito del assorbimento transcutaneo che potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno.

 

Gli animali, i prodotti di bellezza sono dunque protetti. Ma non i vaccini per i bambini, nonostante l’alluminio venga direttamente iniettato nel muscolo, bypassando le protezioni (barriera intestinale, epidermica).

 

Gli 11 vaccini obbligatori per i neonati contengono 3,8 mg d’alluminio, iniettato nel muscolo, che supera di gran lunga gli standard autorizzati per gli adulti.

 

Contrariamente a quello che si ripete nei numerosi media mal informati, e dalla ministra stessa, la tossicità dell’alluminio nei vaccini è stata chiaramente stabilita dai lavori di Pr Romain Gherardi [9] che sono stati oggetto di pubblicazioni internazionali nei più alti livelli.

 

Nello stesso modo, l’equipe di Pr Cristophe Exley, specialista in alluminio da 30 anni, ha potuto recentemente rilevare la presenza tossica di alluminio nel cervello di persone autistiche decedute. Alcuni di appena 14-15 anni. “L’alluminio è intracellulare. Nei neuroni ma soprattutto nelle cellule che non sono neuronali. Sono le cellule pro-infiammatorie. Cellule che vengono da corpi che trapassano la barriera sangue-cervello portando l’alluminio in sé.”

 

La via di somministrazione è molto importante, perché preso per via digestiva l’alluminio viene normalmente rigettato nelle scorie e quindi senza danneggiare, ciò non è comparabile all’iniezione intramuscolare, come alcuni vogliono far credere, perché allora la maggior parte dell’alluminio vaccinale viene catturato e trattenuto nel sistema immunitario.

 

L’idrossido di alluminio dei vaccini ha l’inconveniente di persistere per troppo tempo (parecchi anni) nell’organismo. Questa persistenza biologica è responsabile:

 

della miofascite macrofagica nella zona d’iniezione del vaccino: il 22 dicembre 2017, una donna ha avuto l’indennizzo in conseguenza allo sviluppo di una miofascite macrofagica dopo la vaccinazione contro l’epatite B che contiene alluminio come adiuvante;

 

-di effetti in altre parti del corpo, come gli organi linfatici, il cervello, le ossa, i reni…, con effetti a lungo termine che non si possono più nascondere alla popolazione.

 

 

Rischio di morte improvvisa del neonato dopo la vaccinazione!

La somma dei vaccini, utilizzati troppo presto sui neonati, può scatenare una risposta infiammatoria forte, liberando proteine speciali fabbricate da un sistema immunitario aggredito, le citochine [10], potendo provocare la morte improvvisa del neonato.

 

Una correlazione temporale è riconosciuta in casi precisi.

 

Negli USA, nel 2017, una pubblicazione [11] è stata fatta includendo 20.131 casi di complicazioni segnalate dopo la vaccinazione contro l’epatite B, -51% riguardava bambini di meno di 2 anni-, 197 Sudden Infant Death Syndrom (SIDS), il che vuol dire Morti di Culla o Morte Improvvisa del neonato. In altri di più di un mese e meno di 2 anni, si sono osservati soprattutto i danni al sistema nervoso.

 

Molto tempo prima, una pubblicazione del Consumer Health (vol. 22 Issue 4 April, 1999), del Dr Viera Schreiber riporta 41 casi di bambini morti nei 21 giorni successivi alla prima iniezione vaccinale. Più di tre quarti delle morti improvvise sono state correlate alla vaccinazione.

 

La Dr Schreiber si era presa la cura di registrare ed analizzare i problemi respiratori nei lattanti prima e dopo la vaccinazione. Ha dato come riferimento il suo libro “Vaccination: The Medical Assault on the Inmune System”.

 

In Giappone, nel 1975, 37 casi di morti improvvise sono state segnalate e relazionate ai vaccini. Le vaccinazioni prima dei due anni furono rimosse dal governo giapponese tra 1975 e 1988. Le segnalazioni di morti improvvise cessarono, finche la libertà di vaccinare dai 3 mesi ai 48 mesi riprese, e che il tasso di morti improvvise riparti in aumento.

 

Nel 1982, in Neurology, William C. Torch, pediatra neurologo, pubblicò “Diphteria-Pertusis-Tetanus (DPT) Immunization: a potential cause of the Sudden Infant Death Syndrom (SIDS)” [12]. Su 200 casi randomizzati, rapporta 70 casi di morte improvvisa di neonati, 2/3 di loro erano stati vaccinati nel corso delle 3 settimane precedenti. Osservò anche un aumento del numero di casi, se si prende in considerazione un periodo più lungo.

 

Evidentemente tutte queste pubblicazioni sono state fortemente e aggressivamente attaccate. Ma non possiamo negare la relazione temporale tra vaccinazione precoce e morte improvvisa.

 

Quindi questo rischio non può essere ignorato. Dovete essere informati di modo che conosciate esattamente i rischi possibili di questi 11 vaccini iniettati ai neonati prima dei 2 anni d’età.

 

Riteniamo indispensabile che questa informazione sia messa a vostra conoscenza.

 

Dei medici Indiani nel 2017, riferiscono dopo la vaccinazione esavalente, – le prime 6 che fanno parte delle 11 vaccinazioni oggi obbligatorie-, tra le morti improvvise, 93,3% dei decessi dei lattanti di meno di un anno di età nei 10 primi giorni dopo la vaccinazione, con una maggiore concentrazione nei primi 3 giorni, e 7% nei 10 giorni dopo.

In India da più’ di un anno, l’83 per cento dei decessi sono stati inventariati nei primi dieci giorni ed il 17 per cento dopo il decimo giorno.

La pubblicazione fa riferimento al rapporto confidenziale (n.19) fornito alle autorità’ europee (EMA – EUROPEAN MEDICAL AGENCY) per mezzo della firma di Glaxo Smith Kline (GSK) sul soggetto.

I colleghi indiani domandano alle autorità sanitarie del loro paese di revisionare la loro CONFIANCE nelle affermazioni dell”EMA.

Ecco perché’. Dovrebbe essere al solo medico, e sotto la sua responsabilità, di prescrivere, in accordo con le famiglie, quella oppure quell’altra vaccinazione nei nascituri, nei bambini, o negli adulti, in funzione del loro stato di salute e dei lori bisogni di protezioni, seguendo il loro ambiente ed il loro modo di vita.

 

Per una vera conoscenza delle complicazioni legate alle vaccinazioni

 

la grande reticenza alle 11 vaccinazioni obbligatorie si spiega anche per mezzo della non presa in conto delle complicazioni legate ai vaccini, molto più’ gravi e numerose di quello che affermano le autorità sanitarie.

 

I casi di autismo, di fibromialgia, di fatica cronica, narcolessia, ed altre patologie autoimmuni attribuite da parte dei pazienti alle vaccinazioni restano troppo numerosi, per essere scartati definitivamente.

 

In effetti, secondo il professore Daniel Floret, presidente del Comitato tecnico delle vaccinazioni,

“ e’ generalmente ammesso che dal 1 al 10 per cento degli effetti secondari ai medicamenti, farmaci, fanno l’oggetto di una dichiarazione ai centri regionali di farmacovigilanza”, questo sta a significare che la maggioranza dei casi non viene analizzata.

 

In particolare, non è dimostrato che alcun legame non sarà mai stabilito con la vaccinazione, specialmente per dei casi di cancro osservati nei bambini e nei giovani, come i sarcomi, cancri molto gravi, che hanno legami con l’alluminio negli animali nelle differenti parti del corpo, ma che restano nei bambini e negli adolescenti senza causa/e riconosciuti/e, al di fuori di depressione immunitaria maggiore.

 

 

Di fronte a questi rischi reali, la fiducia non sarà restaurata che proponendone di migliori, iniettati separatamente secondo l’età del bambino, testati come i medicinali, e che siano privi di adiuvanti nocivi.

 

Non alle precipitazioni

 

Fino ad oggi, le autorità francesi fanno orecchi da mercante e non ascoltano i cittadini che si esprimono, subito catalogati come “complottisti” ed “anti”, né i professionisti di sanità che si preoccupano.

 

Questo no corrisponde assolutamente alla nostra posizione, la quale è di prudenza, sia scientificamente provata , e che si rifà a delle numerose conclusioni di esperti di laboratori indipendenti.

 

Oggi, la decisione affrettata del governo di imporre le 11 vaccinazioni obbligatorie mette tutti i professionisti delle scienze mediche in una posizione non confortevole.

 

Prima che si producano le prime conseguenze dell’applicazione della legge, noi vi invitiamo a firmare codesto APPELLO ALLA RAGIONE, al fine di porre dei quesiti e domandare un dibattito aperto su delle basi mediche e scientifiche.

 

 

FIRMO L’APPELLO ALLA RAGIONE

 

Noi siamo in democrazia e la forza dei numeri è indispensabile per far vivere il dibattito ed impedire che venga rinchiuso in un contesto politico vincolante, autoritario, e cieco, ove i danni collaterali sono conosciuti in anticipo.

 

 

Oggi, ci assicurano che andrà tutto bene. I recenti affari del mediatore ed altri farmaci, dove numerosi medici sono stati messi in causa, asserendo che le assicurazioni delle autorità sono meramente illusorie.

 

Esse non sono inoltre conforme al giuramento di Ippocrate ed al principio della responsabilità del medico.

E’ per questo che vi vi invitiamo a firmare il nostre APPELLO ALLA RAGIONE, ed a trasferire codesto messaggio a tutti i vostri conoscenti.

 

Ancora una volta, non si tratta in alcun caso di opporsi al principio della vaccinazione, ma al contrario, di riaffermare, al contrario di quanto stia facendo una politica avventurosa che non può’ far altro che condurre a seminare ancora più dubbi che nello spirito.

 

Secondo il VACCINE CONFIDENCE PROJECT (“progetto fiducia nei vaccini”) i cui risultati sono stati pubblicati sul EBIOMEDECINE nel settembre 2016, il 41 per cento dei francesi interrogati afferma che i vaccini non sono più sicuri, un record mondiale, malgrado una propaganda pro vaccinale molto intensa e recente.

 

Il fenomeno non può’ più’ essere ignorato. Sorpassa largamente il cerchio dei militanti anti vaccini che resta molto marginale ed al quale, si cerca, troppo sovente ad associarci senza il mero discernimento.

 

 

 

Per restaurare la confidenza, domandiamo al Governo di dialogare, la trasparenza, un vero dibattito scientifico basato su delle prove mediche, al fine di una decisione veramente conforme al bene comune.

 

IN CONCLUSIONE NOI DOMANDIAMO UN IMPEGNO FORMALE ED OFFICIALE DELLE AUTORITA’ DI SANITA’ SUI SEGUENTI 5 PUNTI:

 

– No a vaccinazioni obbligatorie prima dei due anni dei bimbo, tranne che per necessità giustificate e prescritte dal medico responsabile.

 

– la considerazione della protezione fornita dagli anticorpo del latte materno al fine che il maggior numero di bambini possa beneficiare (e secondo la libera scelta della madre), come da raccomandazione O.M.S., per rimandare la data delle vaccinazioni.

 

– La sottomissione imperativa dei vaccini a dei test adattati, inspirati da quelli dei medicinali per ottenere l’AMM.

 

– la sospensione della vaccinazione dei lattanti contro l’epatite B, inutile dalla sesta settimana di vita

 

-la messa a punta di adiuvanti non tossici nei vaccini, come il fosfato di calcio che è inoffensivo, le prove scientifiche hanno dimostrato la tossicità dell’alluminio.

 

Non è a questo prezzo che la fiducia vaccinale sarà’ ristabilita nel nostro paese.

 

Non esitate a diffondere questo APPELLO ALLA RAGIONE a tutto il personale medico di vostra conoscenza.

 

Essi stessi devono essere protetti per restare al servizio dei loro pazienti.

 

RingrazindoVi,

 

Pr. Luc Montagnier

Pr Henri Joyeux

Risposta di una mamma in seguito ad un Post del Prof. Burioni

post-burioni

Fonte: https://vogliamopossiamo.blog/2018/01/29/dottore-grazie/

DOTTORE, GRAZIE!

Digressione • 29 gennaio 2018

Carissimo Dottore, GRAZIE!

Grazie perché con Lei ho finalmente capito il vero significato di parole come Medicina, Scienza, Democrazia, Libertà…

Grazie perché Lei mi ha ricordato che esistono ancora dei valori…quei valori che Lei applica perfettamente e che io oggi vorrei insegnare ai miei figli…IL RISPETTO, L’EDUCAZIONE, L’INCLUSIONE E soprattutto L’UMILTÀ

Grazie davvero per non essersi candidato in politica…un uomo come Lei sarebbe stato sprecato…Lei non è un politico, è molto di più…Lei è un divo televisivo…e dovrebbe apparire su tutti gli schermi della nostra televisione Italiana, così profonda dal punto di vista culturale e scientifico, così libera e così invidiata da tutti i Paesi del mondo intero.

Grazie perché Lei ha saputo dividere il nostro popolo in due categorie…quella degli Illuminati come Lei…e quella dei Somari, o cretini, o razzisti…io purtroppo rientro in questa seconda categoria perché mi manca la Sua intelligenza, la Sua preparazione intellettuale-tecnica-scientifica-culturale, il Suo essere così brillante…

Grazie perché ha fortemente voluto aprire un dibattito che fosse costruttivo, basato su un paniere di dati e informazioni scientifiche, veritiere e attendibili, soprattutto indipendenti da qualsiasi conflitto economico, un dibattito che fosse aperto al dialogo, a tutti i tipi di dialogo…

Grazie perché i Suoi post non inneggiano a nessun tipo di violenza…né fisica, né verbale, né tantomeno psicologica…

La ringrazio di cuore anche a nome di mio Marito, un povero ingegnere Somaro che purtroppo ha abbandonato la televisione per la lettura, che preferisce la verdura alla carne, che si permette di leggere testi medico-scientifici altri, che ogni tanto mi parla di inquinamento dell’aria e dell’acqua come se fosse una cosa a noi vicina, che pensa di essere in grado di scegliere cosa sia la cosa migliore per la salute dei suoi figli…POVERO PAZZO COMPLOTTISTA!
La ringrazio di cuore anche a nome di mio Padre, un povero professore Somaro in pensione, che ha combattuto tutta la vita per degli ideali e per una scuola “pulita”, aperta a tutti, libera nel corpo, nell’anima e nello spirito…POVERO VECCHIO NONNO che oggi costruisce i giochi di legno per i suoi nipoti e racconta loro storie e avventure fantastiche…
La ringrazio anche a nome di mio Figlio, venuto al mondo senza onori né colpe…ma SOMARO…Somaro perché nato da genitori Somari, Somaro perché cresciuto in mezzo a persone Somare…
La ringrazio di cuore a nome di tutte quelle MAMME che hanno fatto scelte altre…Casalinghe, Operaie, Impiegate, Dottoresse, Insegnanti, Bidelle, ma soprattutto MAMME…SOMARE anch’esse, CRETINE come poche, RAZZISTE, INCOMPETENTI, CIALTRONE, LIBERTARIE, INCAPPUCCIATE,…ma MAMME…mi scusi Dottore se davanti a loro io mi devo inchinare…ma è più forte di me…MI INCHINERÒ SEMPRE DAVANTI A QUESTE MAMME GUERRIERE CHE CON FORZA, TENACIA, CONSAPEVOLEZZA, LACRIME E SORRISI DIFENDONO LA COSA PIÙ BELLA E CARA CHE HANNO AL MONDO…I LORO FIGLI… come essi siano…vaccinati o no…

Conferenza dott. Dario Miedico – 15 settembre 2017 Predazzo

 

REGISTRAZIONE Conferenza del dott. DARIO MIEDICO 15/9/17 a Predazzo: “VACCINAZIONE TRA SCIENZA E DIRITTO”

Slide della conferenza il Dr. Dario Miedico del 15 settembre 2017


 

 

Di seguito un articolo del: TRENTINO del 16 settembre 2017 link

 

Predazzo, oltre 400 persone all’incontro organizzato da “Vaccinare informati”
di Francesco Morandini

 

PREDAZZO. 400 persone stipate come non s’era mai visto al teatro comunale (e diverse decine rimaste nel foyer con occhi e orecchi incollati a un monitor) provenienti da tutto il Trentino-Alto Adige, hanno seguito l’altra sera la conferenza di Dario Miedico, specialista in igiene ed Epidemiologia, Medicina del lavoro e Medicina legale, sul tema “Vaccinazioni tra scienza e diritto: una valutazione tra rischi e benefici della pratica vaccinale per una scelta libera, consapevole e informata”. La serata era promossa dall’associazione “Vaccinare informati” la cui presidente Patrizia Filippi ha chiarito in apertura: «Non vogliamo strumentalizzazioni, vogliamo le scuole materne aperte a tutti i nostri bambini, solo questo». Miedico, radiato dall’Ordine 112 giorni fa («lo ha fatto lo stesso medico che un anno fa mi ha dato un premio», ha commentato), sta girando tutt’Italia. «Vado ovunque mi chiamano e se siete qui vuol dire che volete usare il cervello. Non sono No-vax, se compare una nuova edipemia l’unica cosa che ci potrà salvare è un vaccino». L’esponente di Medicina Democratica ha parlato di ricatto della ministra Lorenzin: «Il trattato di Oviedo dice che non si possono allontanare i figli da scuola, ma sono riusciti a sostenere che la materna non è scuola». Miedico ha parlato dei 200 casi da lui seguiti: «Hanno quasi tutti la stessa storia, gli stessi effetti, sia dopo il vaccino che dopo il primo e il secondo richiamo». Ha affermato che oggi si fanno 54 vaccini nei primi anni di vita e che «il danno peggiore è tenere i bambini in una campana di vetro». Ha illustrato dati e grafici per sostenere che le malattie si riducono o scompaiono senza vaccini (epatite B e difterite).

Molte le domande che sarebbero proseguite oltre la mezzanotte se non si fosse posto un limite. Alcune risposte: a 5 anni il 95% dei bambini ha un sistema immunitario formato, dobbiamo pretendere il vaccino monovalente, i vaccini sono migliorati. E poi: quali strumenti quando si è chiamati dall’Asl? «Pensate che state vedendo uno spettacolo da ridere e chiedetegli: è sicuro che il mio bambino non avrà reazioni avverse? E se vi dice di si chiedetegli di sottofirmarlo. Vedrete che non lo farà». Si possono avere danni dai bambini vaccinati? Al massimo si prende il virus attenuato, è stata la risposta. Per il dottore milanese bisogna evitare che si creino contrapposizioni. I genitori devono allearsi per cambiare la legge che danneggia anche i vaccinati, i quali comunque non possono scegliere. Qualcuno, con amarezza, ha sottolineato l’assenza dei pediatri della valle, così come dei medici o dei rappresentanti dell’Asl: «Sapete perché mi hanno radiato ora, dopo 50 anni che dico queste cose? Per far paura a tutti gli altri», è stato il commento dell’epidemiologo, che in conclusione non ha mancato di citare le tesi di Luc Montagnier secondo cui, ha detto,: l’autismo può essere causato dalle vaccinazioni. Tema scottante e ancor più controverso. Ma dopo tre ore filate di parole la cosa è rimasta lì.

I dubbi sui vaccini dovuti alla mancanza di fiducia

Fonte: L’adige 13 settembre 2017

Vorrei rispondere alla lettera del dottor Dino Pedrotti.

Non sono di certo i «movimenti» nati su Internet a nutrire i dubbi dei sempre più numerosi genitori riguardo la coercizione alla vaccinazione.

A nutrire seri dubbi, in genitori consapevoli e meno ignoranti di quanto i mass media si divertono a definirli, è una totale mancanza di fiducia nelle istituzioni, generata da una politica scellerata che nei decenni si è messa sempre più in ridicolo.

A nutrire seri dubbi sono i dati Aifa, pubblicati solo dopo forte insistenza da parte del Codacons, dove si evince che delle 12.645 reazioni avverse da vaccino nel biennio 2014/15, 7.250 (più della metà) sono avvenute in Veneto, l’ unica regione in Italia dove è attivo un serio registro di controllo.

Dal momento che la popolazione veneta è poco meno del 9% della popolazione Italiana il numero di reazioni avverse è stimabile, per difetto, tra le 30 mila e le 40 mila nel solo 2014. È inimmaginabile che un ministro della Salute e il suo entourage impongano una legge così delicata senza Iter parlamentare non prendendo in considerazione la totalità dei dati.

A nutrire seri dubbi, è il becero accanimento mediatico, e non solo, contro i medici e contro i genitori che osano mettere in discussione il sistema vaccino-centrico, contro coloro che giudicano i 17 casi di morbillo in Trentino e i 22 in Alto Adige nel 2017 una non emergenza sanitaria che giustifica una coercizione vaccinale, e non ditemi che serve una laurea per commentare i dati dell’ Istituto superiore di sanità.

A nutrire seri dubbi sono le comunicazioni delle Asl, che eleggono «non conformi» migliaia di bambini sanissimi costringendo con il ricatto centinaia di famiglie a vaccinare i propri figli in tempi ristrettissimi.

Perché non tutti hanno la possibilità di tenere a casa i propri figli, la maggior parte sono genitori che – terrorizzati da un sistema criminale – devono decidere in tutta fretta se perdere il proprio lavoro o rischiare di perdere i propri figli a causa di una reazione avversa.

Inutile nascondersi, le reazioni avverse ci sono e per la maggior parte non sono nemmeno segnalate, e queste reazioni a volte possono portare all’invalidità dell’ individuo.

Antonio Masiero.

Circolare MIUR n. 1622 del 16 agosto 2017 – Vaccini

21 agosto 2017 – versione PDF

Prime indicazioni operative alle istituzioni scolastiche del Sistema nazionale di istruzione per l’applicazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”.

Comunicato del MIUR sui vaccini

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato alle scuole la circolare che contiene le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n.73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, in materia di prevenzione vaccinale.

La circolare si apre con una premessa sulla legge e sulle sue finalità e prosegue con le indicazioni per le istituzioni scolastiche, a partire da quelle per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Le premesse

La legge – ricorda la circolare – intervenendo sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, assicura a tutta la popolazione, in maniera omogenea sul territorio nazionale, le azioni dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica. L’estensione della vaccinazione rappresenta, pertanto, un progresso nella tutela della salute della collettività e di ciascuna persona. Il Parlamento e il Governo hanno lavorato insieme, in sede di conversione del decreto-legge, per far sì che le scuole possano collaborare alla tutela della salute collettiva,  nell’ambito delle proprie competenze e nel pieno rispetto del diritto all’istruzione.

L’articolo 3-bis del decreto-legge, aggiunto in sede di conversione, stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, dopo una prima  fase transitoria, siano le Aziende Sanitarie Locali (ASL), una volta ricevuto dalle scuole l’elenco delle iscritte e degli iscritti sino ai 16 anni di età, a restituirlo con l’indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali. Per la scuola dell’infanzia la mancata presentazione della documentazione attestante l’adempimento degli obblighi vaccinali comporterà la decadenza dell’iscrizione. Per i gradi di istruzione successivi non sono previste invece ricadute sull’accesso al servizio scolastico.

Il decreto-legge, come convertito, non cambia la normativa vigente dal punto di vista dell’accesso a scuola: l’articolo 100 del Testo Unico in materia di Istruzione del 1994 già subordinava l’ammissione alla scuola dell’infanzia alla presentazione della certificazione di talune vaccinazioni. Con la legge, anzi, gli adempimenti previsti per le istituzioni scolastiche saranno semplificati: le scuole non dovranno più acquisire per tutte le iscritte e tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione le certificazioni delle vaccinazioni effettuate, ma semplicemente trasmettere l’elenco delle alunne e degli alunni alle ASL, tramite il sistema informativo del Ministero.

La fase transitoria

Per l’anno scolastico 2017/2018 e per il 2018/2019 valgono invece le modalità transitorie stabilite dalla legge e illustrate nella circolare, che potranno essere eventualmente semplificate in base ad accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, tramite le ASL, ciò al fine di agevolare le famiglie e le scuole. Alcune Regioni stanno infatti predisponendo azioni specifiche per semplificare la documentazione che le famiglie dovranno consegnare alle scuole sino all’anno 2018/2019 (dal 2019/2020 si passa alla semplificazione definita dalla legge).

La legge, come è noto, estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per tutte le alunne e gli alunni di età compresa tra zero e 16 anni. E dispone l’obbligo per le Regioni di assicurare l’offerta attiva e gratuita, per i minori di età compresa tra zero e 16 anni, anche di altre 4 vaccinazioni non obbligatorie. All’obbligo si adempie secondo le indicazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita. Il calendario vaccinale è reperibile al link fornito dal Ministero della Salute: www.salute.gov.it/vaccini (http://www.salute.gov.it/vaccini).

Le scuole hanno il compito di acquisire la documentazione relativa all’obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l’eventuale mancata presentazione di questa documentazione. Per comprovare l’effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti (vedere la circolare in allegato).

Per l’anno scolastico 2017/2018, la documentazione dovrà essere presentata alle scuole entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera (comprese le scuole private non paritarie), ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione.

Entro 10 giorni da queste scadenze il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla ASL territorialmente competente l’eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori.  La documentazione dovrà essere acquisita anche per le alunne e gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano l’istituzione scolastica.

Chi ha presentato una dichiarazione sostitutiva, entro il 10 marzo 2018 dovrà presentare la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Per le scuole dell’infanzia e le sezioni primavera la consegna della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 è requisito di accesso.

Vista l’imminenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, la circolare del Miur invita i dirigenti scolastici ad informare da subito i genitori sui nuovi obblighi vaccinali e sulle disposizioni applicative per il 2017/2018.

Il Ministero della Salute e il Miur daranno poi avvio, per l’anno scolastico 2017/2018, a iniziative di formazione del personale docente ed  educativo, nonché di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti, sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni. Anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori e delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie.

DECRETO LEGGE 7 GIUGNO 2017, N. 73

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 20 luglio 2017 (v. stampato Senato n. 2856)
PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
(GENTILONI SILVERI)
E DAL MINISTRO DELLA SALUTE
(LORENZIN)
DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
(FEDELI)
CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
(ORLANDO)
CON IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI
CON DELEGA IN MATERIA DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA
(COSTA)
E CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
(PADOAN)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale


Decreto Legge 7 giugno 2017, n. 73

Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale. (17G00095)

(GU Serie Generale n.130 del 07-06-2017)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per garantire in maniera omogenea sul territorio
nazionale le attivita’ dirette alla prevenzione, al contenimento e
alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il
costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza
epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale;
Ritenuto altresi’ necessario garantire il rispetto degli obblighi
assunti e delle strategie concordate a livello europeo e
internazionale e degli obiettivi comuni fissati nell’area geografica
europea;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 19 maggio 2017;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro della giustizia,
con il Ministro per gli affari regionali con delega in materia di
politiche per la famiglia e con il Ministro dell’economia e delle
finanze;

E m a n a
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Vaccinazioni obbligatorie

1. Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il
mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in
termini di profilassi e di copertura vaccinale, nonche’ di garantire
il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed
internazionale, per i minori di eta’ compresa tra zero e sedici anni
sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del
Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita,
le vaccinazioni di seguito indicate:
a) anti-poliomielitica;
b) anti-difterica;
c) anti-tetanica;
d) anti-epatite B;
e) anti-pertosse;
f) anti-Haemophilus influenzae tipo b;
g) anti-meningococcica B;
h) anti-meningococcica C;
i) anti-morbillo;
l) anti-rosolia;
m) anti-parotite;
n) anti-varicella.
2. L’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale,
comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante, ai sensi
dell’articolo 1 del decreto del Ministro della sanita’ 15 dicembre
1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 dell’8 gennaio 1991,
ovvero dagli esiti dell’analisi sierologica, esonera dall’obbligo
della relativa vaccinazione.
3. Salvo quanto disposto dal comma 2, le vaccinazioni di cui al
comma 1 possono essere omesse o differite solo in caso di accertato
pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche
documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.
4. In caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale di cui al
comma 1, ai genitori esercenti la responsabilita’ genitoriale e ai
tutori e’ comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
cinquecento a euro settemilacinquecento. Non incorrono nella sanzione di cui al primo periodo del presente comma i genitori esercenti la responsabilita’ genitoriale e i tutori che, a seguito di
contestazione da parte dell’azienda sanitaria locale territorialmente
competente, provvedano, nel termine indicato nell’atto di
contestazione, a far somministrare al minore il vaccino ovvero la
prima dose del ciclo vaccinale, a condizione che il completamento del ciclo previsto per ciascuna vaccinazione obbligatoria avvenga nel
rispetto delle tempistiche stabilite dalla schedula vaccinale in
relazione all’eta’. Per l’accertamento, la contestazione e
l’irrogazione della sanzione amministrativa si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II,
della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.
5. Decorso il termine di cui al comma 4, l’azienda sanitaria locale
territorialmente competente provvede a segnalare l’inadempimento
dell’obbligo vaccinale alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale per i Minorenni per gli eventuali adempimenti di
competenza.
6. E’, comunque, fatta salva l’adozione da parte dell’autorita’
sanitaria di interventi di urgenza ai sensi dell’articolo 117 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive
modificazioni.

Art. 2

Iniziative di comunicazione
e informazione sulle vaccinazioni

1. A decorrere dal 1° luglio 2017, il Ministero della salute
promuove iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni di cui al
presente decreto, ai sensi della legge 7 giugno 2000, n. 150.
2. Il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, per l’anno scolastico 2017/2018,
avviano altresi’ iniziative di formazione del personale docente ed
educativo nonche’ di educazione delle alunne e degli alunni, delle
studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e
in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle
associazioni dei genitori.
3. Ai fini di cui al comma 2, e’ autorizzata la spesa di euro
duecentomila per l’anno 2017.
4. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 1,
comma 4, sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio
dello Stato. Il cinquanta per cento dell’importo cosi’ acquisito e’
riassegnato, per gli anni 2017 e 2018, a ciascuno degli stati di
previsione del Ministero della salute e del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per i fini di cui
al comma 2.

Art. 3

Adempimenti vaccinali per l’iscrizione ai servizi educativi per
l’infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione,
ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole
private non paritarie

1. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale
di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia,
dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole
private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del
minore di eta’ compresa tra zero e sedici anni, a richiedere ai
genitori esercenti la responsabilita’ genitoriale e ai tutori la
presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni indicate all’articolo 1, comma 1, ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguira’ le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’eta’, entro la fine dell’anno scolastico. La presentazione della documentazione di cui al primo periodo deve essere completata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni puo’ essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno.
2. La mancata presentazione della documentazione di cui al comma 1 nei termini previsti, e’ segnalata, entro i successivi dieci giorni,
dai dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di
istruzione e dai responsabili dei servizi educativi per l’infanzia,
dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole
private non paritarie, all’azienda sanitaria locale che, qualora la
medesima o altra azienda sanitaria non si sia gia’ attivata in ordine
alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvede agli
adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, a quelli di
cui all’articolo 1, commi 4 e 5.
3. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole
dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la
presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce
requisito di accesso. Per gli altri gradi di istruzione, la
presentazione della documentazione di cui al comma 1 non costituisce requisito di accesso alla scuola o agli esami.

Art. 4

Ulteriori adempimenti
delle istituzioni scolastiche e educative

1. I minori che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 1,
comma 3, sono inseriti, di norma, in classi nelle quali sono presenti
solo minori vaccinati o immunizzati, fermi restando il numero delle
classi determinato secondo le disposizioni vigenti e i limiti di cui
all’articolo 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e
all’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
2. I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale
di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale
regionale e delle scuole private non paritarie comunicano all’azienda
sanitaria locale, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle
quali sono presenti piu’ di due alunni non vaccinati.

Art. 5

Disposizioni transitorie

1. Per l’anno scolastico 2017/2018, la documentazione di cui
all’articolo 3, comma 1, deve essere presentata entro il 10 settembre
2017, anche ai fini degli adempimenti previsti dall’articolo 4. La
documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni
obbligatorie puo’ essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018.

Art. 6

Abrogazioni

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono abrogati:
a) l’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1967, n. 1518, e successive modificazioni;
b) l’articolo 3, secondo comma, della legge 4 febbraio 1966, n.
51;
c) l’articolo 7, comma 2, della legge 27 maggio 1991, n. 165.

Art. 7

Disposizioni finanziarie

1. Agli oneri derivanti dall’articolo 2, comma 3, pari a
duecentomila euro per l’anno 2017, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1 della legge 18 dicembre 1997, n. 440.
2. Dall’attuazione del presente decreto, a eccezione delle
disposizioni di cui all’articolo 2, comma 3, non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 8

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 7 giugno 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Lorenzin, Ministro della salute

Fedeli, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Orlando, Ministro della giustizia

Costa, Ministro per gli affari
regionali con delega in materia di
politiche per la famiglia

Padoan, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Orlando

L’alto Adige consente l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia a tutti i bambini

FONTE: http://www.ansa.it/trentino/notizie/2017/08/21/vaccini-ce-liberatoria-transitoria_6cf6d2a7-c351-4712-9d1d-16a4ed623fe0.html

Vaccini, c’è “liberatoria” transitoria

Da fine mese lettera dell’Asl altoatesina con i documenti

(ANSA) – BOLZANO, 21 AGO – L’Asl altoatesina informa che a partire da fine agosto i genitori con bambini e ragazzi di età compresa fra 0 e 16 anni riceveranno una lettera informativa da parte dell’Azienda sanitaria, nella quale verranno elencate le vaccinazioni mancanti o, in alternativa, confermate quelle già eseguite. Grazie alle disposizioni transitorie per l’anno scolastico 2017-18 tutti i bambini hanno diritto di frequenza sia per i servizi educativi per l’infanzia che per le scuole, informa l’Asl. La lettera avrà la valenza di una documentazione per la frequenza dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole, anche se non sono state eseguite tutte le vaccinazioni obbligatorie. Nell’anno scolastico 2017-18 si applicheranno le disposizioni transitorie. Questo significa che l’anno scolastico 2017/18 inizierà senza restrizioni per tutti i bambini.

LETTERA AI MIEI PAZIENTI
Padova 1 luglio 2017

Carissimi,

desidero ringraziare tutti voi che in questi quasi quarant’anni di professione medica, e specialmente in questi ultimi mesi, mi siete stati vicini con il vostro incoraggiamento, la vostra riconoscenza e in modo particolare anche con la vostra preghiera.
Lo dico veramente a tutti: Grazie di cuore.
È proprio vero che dando si riceve. Io vi ho dato tutto quello che potevo e che sapevo senza risparmiarmi, perché volevo e voglio tuttora aiutarvi a guarire e a migliorare le vostre condizioni di salute e, meglio ancora, a prevenire le malattie vostre e dei vostri figli: è solo questo lo scopo della mia professione, come spero sia di qualsiasi medico.
Voi in cambio mi avete sempre seguito con grande fiducia e fedeltà e molte volte da veri “pazienti”, cioè con grande pazienza.

La radiazione dall’Ordine dei Medici ha colto di sorpresa sia me, sia voi, sia moltissimi miei Colleghi, perché mi è stata inflitta la massima pena solo perché pensano che io contrasti alcune politiche del nostro Ministero della Salute, che sostiene le vaccinazioni di massa. Dato che non ci troviamo assolutamente in una condizione di emergenza sanitaria, ritengo che le vaccinazioni di massa non siano un bene per i nostri figli, perché il vero bene per una persona non è una Medicina di massa, ma una Medicina Personalizzata e Integrata, quella cioè che è adattata al singolo e che nasce dalla conoscenza di numerosi approcci terapeutici e dalla scelta di quello più appropriato.
Ogni uomo, infatti, è diverso dagli altri e ha bisogno che il medico scelga per lui l’approccio preventivo o curativo più adatto, ma per far questo il medico deve conoscere molti tipi di trattamento, non solo quello farmacologico.
Io sono convinto di questo e ne sono convinti migliaia di altri medici, in Italia e nel mondo.
Questa sarà la Medicina del Futuro, ma noi la vogliamo già ora, perché già ora la possiamo attuare.

In risposta alla mia radiazione i miei avvocati stanno preparando il ricorso che bloccherà l’attuazione del procedimento disciplinare, finché non si giungerà ad un giudizio definitivo. Nel frattempo continuerò a svolgere la mia professione come prima, più di prima, con la stessa dedizione, con lo stesso amore non solo per i miei pazienti, ma per tutti coloro che hanno bisogno dei consigli di un medico per prevenire, alleviare o guarire le loro patologie.
Continuerò a combattere per conseguire questi obiettivi: non potrei non farlo, perché tradirei la mia coscienza, la mia dignità, i miei Pazienti, la Libertà di espressione, la Giustizia, la Vera Medicina.

Ricordate che voi genitori siete i primi responsabili della salute dei vostri figli e ogni decisione che li riguarda deve avere il vostro consenso: non demandate ad alcuno questo compito, neppure allo Stato.

Ricordate che la salute del singolo non deve mai essere sacrificata per un presunto bene comunitario e ricordate che il bene sociale è salvaguardato solo quando si salvaguarda il bene di ogni singolo componente della società.
Infine, non dimenticate che oggi, con le conoscenze e i mezzi di cui disponiamo, possiamo proteggere sia i bambini che si possono vaccinare sia quelli che non si possono vaccinare, a patto che impostiamo una terapia personalizzata capace di potenziare le difese immunitarie dell’organismo.
Ve lo ripeto: oggi abbiamo le conoscenze e i mezzi per fare tutto questo, ma serve la volontà di farlo.

Quindi, non abbiate paura, ma difendete la salute dei vostri figli e impedite che il loro “bicchiere” (cioè la loro capacità psico-fisica di sopportazione, compensazione e difesa), che ovviamente è piccolo e in parte già occupato da squilibri causati dall’inquinamento e da molti stress sia biologici che psicologici, trabocchi scatenando una patologia.

Salvaguardate la verità e difendete la vostra libertà, in quanto genitori, di come dovete curare i vostri figli.

Roberto Gava

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